Viaggio a Singapore: guida alla città durante il Gran Premio di Formula 1

by Laura
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Quest’anno Alberto ha compiuto 30 anni e per festeggiare ho pensato di regalargli un’esperienza unica. D’altronde quando ricapita di festeggiare 30 anni? Da tempo sognava di vedere il Gran Premio di Formula 1 a Singapore ed io di vedere questa città-stato all’avanguardia, così una mattina di fine aprile prima di andare al lavoro, mentre Alberto dormiva affianco a me, premetti il dito sul tasto “book flight” della Emirates.

Fu così che il sognò divenne realtà. Tuttavia, non lo fu all’istante per entrambi, in quanto Alberto seppe del viaggio solamente pochi giorni prima il suo compleanno (25 agosto). Ho mantenuto il segreto per ben 111 giorni! In un altro post ti racconterò dell’organizzazione da agente segreto e come riuscii a mantenere il segreto così a lungo. 

Viaggio a Singapore durante il Gran Premio di Formula 1: i miei consigli

Arrivammo a Singapore il giovedì sera dopo un lungo viaggio con la compagnia Emirates (circa 18 ore). Era già buio e dal taxi che dall’aeroporto ci accompagnò al nostro hotel vedemmo illuminati i grattacieli, il rettilineo del circuito ed il bellissimo Singapore Flyer (la ruota panoramica) che in pochi secondi cambiava colore dal viola al blu. È stato impossibile non innamorarsene al primo sguardo. Arrivati allo Swissotel The Stamford, venimmo accolti calorosamente, le nostre valigie sparirono in pochi secondi ed una persona ci aprì la porta e ci accompagnò al banco del check-in. Dopo tutte quelle ore di volo è sempre un piacere avere qualcuno che si occupi delle valigie pesanti e di farti fare il minor sforzo possibile. Scelsi apposta questo hotel per i suoi eccellenti servizi e per la sua posizione. Infatti, bastava solo attraversare la strada e si era al Gate 3A del circuito. Non solo l’hotel è immediatamente sopra la fermata della metropolitana City Hall, dal quale passano due linee la rossa e la verde. La metropolitana è il mezzo più comodo per visitare la città. Nonostante, la stanchezza prima di andare a dormire passeggiammo attorno al circuito. 

Giorno 1 – Visita della zona coloniale e prove libere

Il primo giorno ci svegliammo non troppo presto ed in tarda mattina dopo una sostanziosa colazione iniziammo la visita di Singapore. Dedicammo qualche ora alla zona coloniale del quale visitammo la Saint Andrew’s Cathedral e l’Armenian Church. La prima è la cattedrale della città e risale al XIX secolo, durante la Seconda Guerra Mondiale prima della caduta di Singapore fu l’ospedale di guerra. Proseguimmo poi verso il Museo Peranakan, dedicato alla cultura e tradizioni della popolazione Peranakan, antica cultura cinese nata dall’unione di mercanti cinesi con donne malesi. I Peranakan nacquero in Malesia a Malacca, antica capitale della Malesia e raggiunsero anche Singapore, lasciando fino ai giorni nostri segni in alcuni edifici. Nel museo è possibile conoscere varie sfaccettature della vita Peranakan: il matrimonio, la vita sociale, la morte, l’arredamento e molto altro.  Usciti dal museo ci addentrammo nel Fort Canning, bellissimo giardino situato sulla collina di Singapore. Nel giardino è possibile ammirare molte piante tropicali, tuttavia se pensi di trovare del fresco all’ombra di un albero ti sbagli (ops). Troverai lo stesso clima caldo-umido delle strade. Scendendo dalla collina dopo l’ingresso principale ti imbatterai nella bellissima Old Hill Street Police Station. Questo edificio imponente è famoso per le sue numerose persiane multi-colore.

Dopo qualche scatto di rito imboccammo la strada verso il parlamento. L’edificio piuttosto basso colpisce perché la sua altezza è in totale contrasto con gli svettanti grattacieli alle sue spalle.

Singapore Parliament

Infine, raggiungemmo Boat Quay, il famosissimo The Fullerton Hotel ed il Merlion, la statua metà leone e metà pesce simbolo di Singapore. Distrutti dal caldo torrido tornammo in hotel e alla velocità della luce ci cambiammo ed entrammo al circuito.

Il Gran Premio di Formula 1 a Singapore stava iniziando!
Bay Grandstand

Bay Grandstand e biglietto del primo giorno

Superammo velocemente i controlli di sicurezza e raggiungemmo la nostra tribuna: Bay Grandstand, una tra le più economiche ma con vista mozzafiato sulla Marina Bay. Il caldo era molto forte ma, tra le prove libere, le foto e la passeggiata al Padang Village, il tempo trascorse piacevolmente. Inoltre, dal Bay Grandstand è possibile vedere bene le auto perché prima di imboccare la galleria rallentano molto. Finite le prove libere tornammo in hotel e, nonostante l’orario di cena fosse passato da molto, decidemmo di cenare e prepararci per l’uscita notturna. All’una di notte infatti uscimmo dallo Swissotel e ci recammo a piedi al Pan Pacific un altro hotel a 5 stelle a ridosso del circuito. In questo hotel incontrammo Roger, un conoscente di Alberto che lavora per la Formula 1. Con lui passammo un po’ di tempo e ci regalò i biglietti per accedere alle tribune del rettilineo sia per la giornata di sabato sia per la gara della domenica. Fu una bellissima serata e avemmo la fortuna di vedere due piloti della Formula 1: Marcus Ericsson e Charles Leclerc. 

Giorno 2 – Gardens by the Bay, Kampong Glam, terza sessione di prove libere e qualifiche

Il sabato ci svegliammo verso le 8:00 e andammo a visitare il luogo, a mio parere, più bello di Singapore: il Gardens by the Bay. Questi giardini sorti nel 2012 sull’area riqualificata del porto di Singapore attraggono moltissime persone. Infatti, penso che non esista una persona al mondo che non li ami! L’abbinamento di natura e tecnologia fa del Gardens by the Bay un luogo magico, all’avanguardia e protettore dell’ambiente. Infatti, di sera gli alberi si accendono grazie ai pannelli fotovoltaici presenti sui fusti e sui rami.

OCBC skywalk

I giardini sono famosi anche per i due grandi padiglioni in vetro, che da un punto di vista strutturale e ingegneristico sono incredibili, poiché la struttura è interamente all’esterno dell’involucro. Ognuno dei due padiglioni è dedicato ad un clima. Quello più alto, chiamato Cloud Forest, riproduce la vegetazione ed il clima tropicale. Al suo interno è presente una bellissima cascata e percorsi sospesi che si snodano tra le nuvole d’acqua vaporizzata. Il secondo padiglione, conosciuto come Flower Dome, riproduce il clima mediterraneo e caldo secco.

Proseguimmo poi per una veloce passeggiata lungo la promenade davanti al Marina Bay Sands ed infine per la zona araba Kapong Glam, famosa per la moschea Sultan Mosque costruita nel 1824 ed il Malay Heritage Centre, da non perdere soprattutto per gli amanti di street art. Tornammo in hotel per rinfrescarci un pochino prima di scendere nuovamente al circuito.

Eravamo pronti a varcare il blocco d’ingresso della zona 1 e 2!

A queste zone del circuito è possibile accedere solo se in possesso di biglietti esclusivi o di tribune vicino alle prime, ultime curve o rettilineo (in un secondo post ti racconto meglio dell’evento e della sua organizzazione). Passammo tutta la sera al rettilineo i nostri posti erano poco dopo il semaforo e di fronte ai box della McLaren. Durante la pausa tra le ultime prove libere e le qualifiche andammo a vedere i box della Ferrari. Fu un’esperienza fantastica!

Sfortunatamente, la Ferrari non fu eccezionale e non conquistò la pole position. 

Giorno 3 – Il giorno della gara: visita di Chinatown e Peranakan Houses

Il terzo giorno, il giorno della gara, la città era in totale fermento. L’aria che si respirava era carica di adrenalina e le persone correvano per la città indossando gadget della loro scuderia di Formula 1 preferita. Se sei un amante del mondo dei motori e almeno una volta sei stato a Monza a vedere la Formula 1 saprai che tutti (o quasi) tifano Ferrari e che i tifosi delle altre scuderie sono delle piccolissime minoranze. Singapore non è come Monza e ad occhio sento di dirti che la maggior parte delle persone tifava Red bull. Spendemmo la mattina della gara alla scoperta della zona cinese, Chinatown appunto. Il quartiere è ricco di bellissimi templi buddhisti. Da non perdere assolutamente sono il Thian Hock Keng, il Buddha Tooth Relic Temple e lo Sri Mariamman Temple, che pur essendo induista è situato nella zona cinese. Inoltre, da non perdere nella zona sono la Jamae Mosque, la Ying Fo Fui Kun (la casa più antica di Chinatown) e il Chinatown Heritage Centre. Quest’ultimo è un concentrato vivace di negozi di tutti i tipi e ristoranti di cucina cinese e locale. Per la visita di Chinatown consiglio di scendere alla fermata Raffles Place e di raggiungere il Chinatown Heritage Centre, visitando lungo la strada tutti gli altri luoghi d’interesse, lì troverai la fermata della metro Chinatown.  

Concludemmo le visite della giornata con le Peranakan houses. Conosciute per lo più dagli amanti di Instagram è senz’altro un luogo bellissimo dove è possibile ammirare le antiche e coloratissime casette di Singapore. Seppur tradizionali queste case non sono vicine al centro e per raggiungerle occorre prendere un autobus (il n.16 o n.33) oppure la metropolitana gialla e poi uno dei precedenti autobus.  

I concerti e la gara

Dopo una breve pausa in hotel per rinfrescarci un pochino era arrivato il momento tanto atteso. Dal circuito, aperto già da un paio di ore, si sentivano le auto correre ed il rumore si alternava alla musica di festeggiamento dei vincitori delle gare. Quel giorno vennero premiati i vincitori della Porsche Cup e del Ferrari Challenge. Appena entrati raggiungemmo alla velocità della luce il Padang Stage, area dedicata ai concerti della zona 4 da lì a poco Dua Lipa ci avrebbe intrattenuto con la sua voce. Non l’avevo mai ascoltata dal vivo e posso solo che consigliarti di andare ad un suo concerto. È bravissima! 

Raggiungemmo poi la nostra tribuna che pian piano si stava affollando fino a non lasciare nessun posto libero. Il tempo volò e fu l’ora dell’inno nazionale che tutti ascoltarono in silenzio. La gara non fu entusiasmante e Vettel, nonostante lo spettacolare sorpasso, perse terreno poco dopo la partenza, tuttavia appena il terzo classificato passò la linea della vittoria iniziarono dei fantastici fuochi d’artificio. Avevo scelto la tribuna Bay Grandstand principalmente per ammirare i fuochi d’artificio sulla Marina Bay con sfondo l’iconico Marina Bay Sands. Fu un momento magico!

Nonostante tutto, l’evento non era finito. Infatti, ci aspettava una serata incredibile. Fu così che Martin Garrix e la sua musica ci rapirono per due ore piene. Io le passai saltando e ballando in continuazione. 

Giorno 4 – Little India, Botanic Garden e Marina Bay Sands

Il giorno dopo eravamo stanchissimi ma felici. L’evento è stato qualcosa di incredibile e credo che sia tra le cose da fare almeno una volta nella vita. Quella mattina facemmo i bagagli, un cambio hotel ci aspettava. Tuttavia, prima del trasferimento andammo alla scoperta di altri luoghi di Singapore: Little India ed il Botanic Garden. L’area indiana a mio parere è meno pittoresca rispetto al Kampong Glam e Chinatown. I “must visit” della zona sono i due templi Sri Veeramakaliamman e Sri Srinivasa Perumal Temple. Inoltre, vicinissima alla fermata della metropolitana Little India c’è una casa diventata famosissima grazie ad Instagram ed ovviamente alla sua bellezza e colori: è la House of Tan Teng Niah.

Da Little India prendemmo la metro per il Botanic Garden. Questo giardino botanico nazionale è diventato patrimonio Unesco nel 2015. In effetti, è difficile non innamorarsi della sua ricca e variegata vegetazione. Lo stesso giardino è suddiviso al suo interno in tanti piccole foreste o oasi verdi a tema. La più famosa è il National Orchid Garden, giardino caratterizzato da un tripudio di orchidee dai più svariati colori. Un paradiso per gli amanti del pollice verde! Tornammo verso il centro attraversando l’animata Orchard Road, il grande viale dedicato esclusivamente ai grandi magazzini.

La giornata non era ancora finita!

Infatti ci attendeva un cambio hotel. Per l’ultima notte infatti regalai ad Alberto il pernottamento al Marina Bay Sands. Per l’occasione prenotai una King Club room con vista grattacieli, ma al nostro arrivo non l’avevano più per non fumatori così ricevemmo un upgrade nella Orchid Suite, sempre con vista sulla città. Quando entrai nell’hotel dovetti ricredermi in quanto pensavo che il complesso fosse dedicato solamente all’albergo, ma in realtà è molto di più. Infatti, il Marina Bay Sands è un centro che accoglie l’hotel dal famoso skypark sul tetto, tantissimi ristoranti, un centro congressi, due teatri, un museo, il casinò più grande al mondo ed un centro commerciale immenso con tanto di canale navigabile da barchette.  Passammo il tardo pomeriggio al Club 55 sorseggiando dell’ottimo champagne e lasciandoci conquistare dalle prelibatezze del buffet. Dopo l’aperitivo salimmo alla piscina e passammo la serata nuotando in piscina e godendoci appieno la vista favolosa. 

 

Giorno 5 – Art Science Museum, Garden Raphsody e Spectra

La mattina seguente la iniziammo con una nuotata in piscina. Desideravamo godercela il più possibile, soprattutto perché in serata ci attendeva l’aereo che ci avrebbe riportati a casa. Effettuato il check-out visitammo la mostra interattiva “Future World: where art meets science”, all’Art Science Museum, ospitato nel fiore di loto. Il museo è adatto ad adulti e bambini, tuttavia noi ci divertimmo facendo anche le attività dedicate ai bambini. Da non perdere nel museo sono il “The space” gioco di luci led e specchi e l’attività di disegno. Quest’ultima è incredibile! Ognuno può scegliere un disegno che il museo fornisce e colorarlo a proprio piacimento. Finito il disegno va scansito in un’apposita macchina che trasforma il disegno in un animale o persona 3D e lo proietta sulla parete insieme a tutti gli altri disegni creati dalle persone presenti nel museo.

La giornata trascorse velocemente, ma prima di salutare questa fantastica città di cui ci siamo innamorati abbiamo assistito al Garden Raphsody, lo spettacolo di luci e musica degli alberi del Gardens by the Bay. Fu così bello che mi emozionai! Infine, raggiungemmo la promenade per assistere a Spectra: spettacolo di fontane e laser con sfondo la Marina Bay.

Uno spettacolo pazzesco che ha coronato un viaggio fantastico e a dir poco incredibile.  

Un sogno diventato realtà.  

Sei mai stato a Singapore?

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